PAMELA ALFIERI
Biografia
Pamela Alfieri in arte TRIP, è una visionaria dell’arte figurativa; declina pittura e murales ed invenzioni grafiche.
Frequenta il liceo artistico e prosegue studi di settore, imparando a modellare i pensieri con le immagini ed i colori approfondendone la tecnica.
Inizia a farsi notare tra professionisti ed istituzioni, iniziando così ad ampliare le dimensioni delle sue visioni grafiche, in superfici urbane.
Murales con identità sociali, iniziando a collaborare con il comune di Ladispoli venendo anche intervistata sui telegiornali locali.
Come dice lei: “datemi una tela e la faccio parlare; datemi un muro e lo farò urlare!”
L’ambizione dell’artista è quella di invitare il visitatore ad entrare dentro l’opera e – come suggerisce il suo nome d’arte – intraprendere a modo proprio un viaggio emotivo, lasciandosi stimolare dai colori, gli ori, le figure accarezzate e violentate in una dinamica veloce, sintetica ed a volte sospesa.

Testo Critico:
Prof. Francesco Maria Bonifazi
"Pamela Alfieri è un’artista a 360 gradi, riesce a concepire l’arte in ogni sua attività quotidiana. Vuole comunicare esprimendosi in ogni cosa che fa. Riesce a farlo prima di tutto perché è una sua esigenza, una necessità psicologica, comunicare per avere un riscontro, un contatto, uno scambio. Si scambiano tenerezze quasi violente le sue figure circondate da colori acidi costruite con toni altrettanto saturi. Il rapporto figura sfondo è determinante per ogni pittore che si cimenti nella figurazione e Pamela, in arte Trip, ne è pienamente consapevole riuscendo a costruire piani cromatici che diventano prospettici, come lei stessa dice: “uso il colore come se fosse la terza dimensione”.
Negli ultimi recenti lavori, presentati in questa sua esposizione romana, sembra che l’artista abbia fatto uno step ulteriore, sulla strada della crescita. Personale e artistica, ovviamente. Con la Alfieri non possiamo disgiungere le due cose, tanto è stretto in lei il rapporto tra vissuto e creazione. Una creazione sempre frutto delle sue istanze più intime, calate fin nei più piccoli dettagli, sempre frutto di una carica emotiva lampante.
Questo passo ulteriore che Trip ha fatto conduce lo spettatore verso un mondo più definito, affermato definitivamente dentro la sua cornice coloristica, popolato da figure vive colte in attimi di sospensione, sottratte per un istante al tumulto della vita, figure che rispondono alla domanda esistenziale con l’amore verso gli altri.
L’amore non è nient’altro che la cura dell’altro, di sé stessi, delle cose, dell’ambiente in cui ci si muove, è il fluire ricambiato di onde energetiche. Trip vuole comunicare, come tutti gli artisti. Quindi, da un lato, guarda a se stessa, dall’altro progetta e realizza le opere pensando al fruitore, come se fosse un committente invisibile. Sempre presente anche durante l’esecuzione, cioè la kermesse emotiva che poi tutti coinvolge, l’ascoltatore, lo spettatore, il punto B della comunicazione, è nei pensieri della pittrice che, come detto, procede progettualmente per costruire quelle immagini che sono messaggi in bottiglia del suo proprio giardino interiore, della sua “isola felice”, come lei stessa ha detto nell’intervista che ci ha concesso.
Il processo di lavoro della Alfieri parte dal dato “oggettivo” della fotografia, per tornare immediatamente alla pittura, alla Bottega. È nella tradizione della scuola fiorentina che si colloca Trip, tanto è predominante la linea, il disegno, nel suo lavoro. Disegno realizzato a mano, senza proiettare, senza l’ausilio della griglia, direttamente sulla tela. Dalla fotografia stampata al supporto, solo attraverso l’occhio umano. Uno dei suoi soggetti preferiti, l’occhio, lo sguardo. Introspezione emotiva che diventa slancio vitale, che tutto coinvolge, tutto trascina.
Così possiamo dire che Look at me – I’m Trip! è il grido identitario, l’urlo di rabbia, lo strillone pubblicitario di una rivista Pop anni ’60 letta online, è il frutto della passione di una grande lavoratrice, di chi instancabile produce pittura animata da un linguaggio contemporaneo, innervato da passioni antiche come l’umanità."
Prof. Francesco Maria Bonifazi
Esposizioni:
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PALAZZO RUSPOLI (Cerveteri) 24-25/06/2023 Opera: "ORO NERO"
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Expo Universale 2023 (Roma) - 16 al 18 giugno 2023. Opere: IO ESISTO, FEED ME, STOLEN, EUPHORY
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Redazione Ortica Cerveteri (esposizione permanente): EMOTIONAL REVOLUTION
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ONLY ONE DAY (collettiva d'arte contemporanea) c/o Palazzo UNAR - Roma. 18 febbraio 2023: STOLEN, SAFE PLACE,
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HOMO HOMINI NATURA AMICUS (c/o Loft Art (Ladispoli - Roma). dal 17 al 23 dicembre 2022: STOLEN, GUARDAMI TI CHIAMO, OVUNQUE SO ARRIVARE, E' MAGIA, ASPETTANDO TE, IN SILENZIO TI SEGUO
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TRIPPER (mostra personale): c/o Medina Art Gallery - Roma dal 30 settembre al 5 ottobre 2022
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SEA ART; PER MARCO, PER L'ARTE (mostra collettiva in onore di Marco Vannini) I ed. gennaio 2024
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BORGO PIO ART GALLERY (mostra collettiva permanente) - da febbraio 2024 ad oggi
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SEA ART; PER MARCO, PER L'ARTE (mostra collettiva in onore di Marco Vannini) II ed. settembre 2024
Murales:
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c/o SCUOLA LADISPOLI 1 - lato via Torino: "Genesi" (giugno 2023)
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c/o SCUOLA ROSARIO LIVATINO - lato via fratelli Bandiera "modificazioni ambientali" (dicembre 2022)
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c/o PARCO PUBBLICO DI PALO LADISPOLI (muro di confine): "animali in via di estinzione (novembre 2021)
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c/o ISTITUTO ISIS GIUSEPPE DI VITTORIO - lato posteriore scuola: "Besos va sulla luna" (giugno 2021)
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c/o ISTITUTO ISIS GIUSEPPE DI VITTORIO - lato palestra: "Andrea Pellegrini" (maggio 2021)
" Si dice che il percorso delle persone, sia scandito dall'età; quando si arriva a metà percorso devi tirare una sorta di somma.
Cosa hai fatto della prima parte della tua vita?
Come l'hai vissuta?
Che tipo di maratona stai percorrendo?
Tirando le somme... ho cambiato me.
Mi sono modellata in tutto e per tutto per sentire "tutto"!
Per non sentire dolore, per essere forte; per "vedere".
Vedere solo colore e dare colore; offrire al prossimo "i miei occhi" regalando la mia stessa esperienza. In prospettiva, tridimensionalmente,
Come su un murales; un tatuaggio sempre addosso alla tua pelle ed in giro per il mondo.
Le mie tele.
Oltre i "generi"; pop-art o meno.
Immagini, quadri, che aprono agli altri quel pecorso di comprensione verso sè stessi; aprire un varco.
Sapere che ognuno nelle diverse modalità, si porterà a casa qualcosa di me, dei miei colori, della mia essenza, ispirazione, vitalità oramai anche loro.
Ecco allora il resoconto di questo mio cambiamento, la mia maratona continua con quella musica nelle orecchie che ascolto e avanza sempre di più, mentre creo.
Colori vitali che esplodono con la presunzione di voler prendere per mano chi voglia intraprendere con me questo viaggio. "
(Pamela)

INTERVISTA
Abbiamo incontrato Pamela Alfieri per girare un'intervista nella sua Ladispoli.
Tra murales, tatuaggi e quadri, si racconta con la schiettezza a noi nota, attraverso le sue percezioni, storie e progetti.